“Summer pasture” è il film vincitore della Genziana d’oro città di Trento della 59esima edizione del Trento Film Festival. La pellicola è stata firmata dai registi americani Lynn True e Nelson Walker, e racconta la vita di una famiglia nomade tibetana nella remota provincia del Sichuan, nel Tibet orientale. Verdi paesaggi estivi e vita pastorale fanno da corollario a un amore semplice e vero: quello di coniugi, uniti nel “karma”, destinati a stare insieme ai piedi delle più alta montagne del Tibet.
Guarda il trailer su YouTube:
http://www.youtube.com/watch?v=XWENDHea2F0&feature=youtube_gdata_player
domenica 17 luglio 2011
sabato 16 luglio 2011
Obama sfida la Cina e incontra il Dalai Lama
Finalmente il Premio Nobel per la Pace (statunitense) può dire di meritarsi il prestigioso riconoscimento ricevuto!!!
http://www.liberation.fr/monde/01012349377-obama-a-recu-le-dalai-lama-pekin-pique-au-vif (notizia in apertura)
sabato 2 luglio 2011
Quattro anni di prigione a tibetano
Un giovane scrittore tibetano è stato condannato a quattro anni di reclusione per una serie di saggi, di cui è coautore, sulla politica cinese nella regione himalayana dopo le sommosse del 2008. Lo ha reso noto oggi un'organizzazione per la difesa dei diritti umani in Tibet.
Tashi Rabten, editore della rivista proibita Eastern Snow Mountain, è stato condannato il mese scorso ad Aba, nella provincia sud-occidentale del Sichuan, secondo il gruppo International Campaign for Tibet (Ict).Altri tre scrittori che lavoravano con lui sono stati imprigionati a dicembre.
Tashi Rabten, editore della rivista proibita Eastern Snow Mountain, è stato condannato il mese scorso ad Aba, nella provincia sud-occidentale del Sichuan, secondo il gruppo International Campaign for Tibet (Ict).Altri tre scrittori che lavoravano con lui sono stati imprigionati a dicembre.
lunedì 27 giugno 2011
Manifestazione a Ginevra in sostegno del Tibet
Un gruppo di tibetani residenti in Svizzera ha manifestato questa mattina in favore della libertà religiosa davanti alla sede delle Nazioni Unite a Ginevra, chiedento inoltre che l'ONU invii in nella regione una commissione indipendente d'inchiesta. Presenti anche alcuni monaci buddisti che si sono messi a pregare davanti a una foto del Dalai Lama. In un comunicato, la Comunità tibetana residente nella Confederazione ha denuciato inoltre la distruzione di luoghi religiosi da parte del Governo cinese.
Lo scorso 30 maggio i tibetani in Svizzera hanno avviato una campagna per denunciare il mancato rispetto dei diritti umani. Sono intenzionati a manifestare a Ginevra ogni ultimo lunedì del mese fino a quando non avranno ottenuto l'invio di una missione dell'ONU nel loro paese, per indagare sulle tante violazioni dei diritti
Lo scorso 30 maggio i tibetani in Svizzera hanno avviato una campagna per denunciare il mancato rispetto dei diritti umani. Sono intenzionati a manifestare a Ginevra ogni ultimo lunedì del mese fino a quando non avranno ottenuto l'invio di una missione dell'ONU nel loro paese, per indagare sulle tante violazioni dei diritti
venerdì 24 giugno 2011
In Nepal un progetto per Lumbini con i soldi cinesi
Una fondazione cinese e il governo nepalese stanno progettando di trasformare il villaggio natale del Buddha,
nel Nepal meridionale, in un santuario per i buddhisti di tutto il mondo paragonabile alla Mecca per i musulmani o al Vaticano per i cattolici. Lo ha affermato Xiao Wunan, vicepresidente della Asia Pacific Exchange and Cooperation Foundation, il cui piano prevede di raccogliere in Cina e all'estero tre miliardi di dollari per costruire a Lumbini, 170 km a sud della capitale Kathmandu, un aeroporto internazionale, un' autostrada, alberghi, ristoranti e un'Università buddhista. Si ritiene che il principe Siddharta Gautama, diventato poi il Buddha, sia nato 2600 anni fa in questo villaggio nei pressi della frontiera con l' India. Xiao ha negato che ci siano motivi politici dietro all'iniziativa, come sostenuto da alcuni commentatori indiani, che temono «l'accerchiamento» da parte di alleati della Cina. Il Nepal - che continua a trovarsi in una situazione politica instabile nella quale hanno un grande peso i maoisti, che sono il principale partito del Parlamento - è uno di questi. Pechino intrattiene buone relazioni con altri Paesi vicini all'India, come lo Sri Lanka, il Bangladesh e la Birmania, che non vedono di buon occhio l'emergere dell'India come potenza dominante della regione. Al contrario, ha affermato l' esponente cinese, la Fondazione ha proposto a New Delhi di collaborare per sviluppare Bodh Gaya, il paese dell'India orientale nel quale si ritiene che il principe Siddharta abbia avuto «l'illuminazione» trasformandosi nel Buddha, e Kushinagar, dove è morto. In Cina il buddhismo, come le altre principali religioni, ha conosciuto un momento difficile negli anni della Rivoluzione Culturale (che ufficialmente si è conclusa nel 1976) ma negli ultimi dieci anni, con la relativa liberalizzazione della Cina, ha avuto un revival straordinario. Oggi si ritiene che i seguaci cinesi del Buddha siano circa 500milioni. La Costituzione cinese garantisce la libertà di religione ma il governo esercita uno stretto controllo sulle gerarchie religiose attraverso l' Ufficio per gli affari religiosi, che si riserva l' ultima parola in tutte le questioni che riguardano le religioni, inclusa la scelta delle reincarnazioni dei «grandi lama» buddhisti.
Per quanto riguarda il buddhismo, Pechino teme soprattutto il Dalai Lama, il leader tibetano in esilio che chiede una «vera» autonomia per il Tibet e che ha mantenuto una forte influenza sui buddhisti tibetani e su buona parte di quelli cinesi. Dopo l'India, il Nepal è il Paese che ospita il maggior numero di profughi tibetani. La Campagna Internazionale per il Tibet, un gruppo fedele al Dalai Lama, ha accusato il governo di Kathmandu di aver ceduto alle pressioni cinesi limitando la libertà di movimento dei tibetani in Nepal mettendo a rischio «la legalità e le istituzioni democratiche» del Paese.
nel Nepal meridionale, in un santuario per i buddhisti di tutto il mondo paragonabile alla Mecca per i musulmani o al Vaticano per i cattolici. Lo ha affermato Xiao Wunan, vicepresidente della Asia Pacific Exchange and Cooperation Foundation, il cui piano prevede di raccogliere in Cina e all'estero tre miliardi di dollari per costruire a Lumbini, 170 km a sud della capitale Kathmandu, un aeroporto internazionale, un' autostrada, alberghi, ristoranti e un'Università buddhista. Si ritiene che il principe Siddharta Gautama, diventato poi il Buddha, sia nato 2600 anni fa in questo villaggio nei pressi della frontiera con l' India. Xiao ha negato che ci siano motivi politici dietro all'iniziativa, come sostenuto da alcuni commentatori indiani, che temono «l'accerchiamento» da parte di alleati della Cina. Il Nepal - che continua a trovarsi in una situazione politica instabile nella quale hanno un grande peso i maoisti, che sono il principale partito del Parlamento - è uno di questi. Pechino intrattiene buone relazioni con altri Paesi vicini all'India, come lo Sri Lanka, il Bangladesh e la Birmania, che non vedono di buon occhio l'emergere dell'India come potenza dominante della regione. Al contrario, ha affermato l' esponente cinese, la Fondazione ha proposto a New Delhi di collaborare per sviluppare Bodh Gaya, il paese dell'India orientale nel quale si ritiene che il principe Siddharta abbia avuto «l'illuminazione» trasformandosi nel Buddha, e Kushinagar, dove è morto. In Cina il buddhismo, come le altre principali religioni, ha conosciuto un momento difficile negli anni della Rivoluzione Culturale (che ufficialmente si è conclusa nel 1976) ma negli ultimi dieci anni, con la relativa liberalizzazione della Cina, ha avuto un revival straordinario. Oggi si ritiene che i seguaci cinesi del Buddha siano circa 500milioni. La Costituzione cinese garantisce la libertà di religione ma il governo esercita uno stretto controllo sulle gerarchie religiose attraverso l' Ufficio per gli affari religiosi, che si riserva l' ultima parola in tutte le questioni che riguardano le religioni, inclusa la scelta delle reincarnazioni dei «grandi lama» buddhisti.
Per quanto riguarda il buddhismo, Pechino teme soprattutto il Dalai Lama, il leader tibetano in esilio che chiede una «vera» autonomia per il Tibet e che ha mantenuto una forte influenza sui buddhisti tibetani e su buona parte di quelli cinesi. Dopo l'India, il Nepal è il Paese che ospita il maggior numero di profughi tibetani. La Campagna Internazionale per il Tibet, un gruppo fedele al Dalai Lama, ha accusato il governo di Kathmandu di aver ceduto alle pressioni cinesi limitando la libertà di movimento dei tibetani in Nepal mettendo a rischio «la legalità e le istituzioni democratiche» del Paese.
venerdì 17 giugno 2011
Obama incontra il presidente della Mongolia
Barack Obama ha accolto ieri a Washington il suo omologo, il presidente mongolo Tsakhia Elbegdorij. I due capi di Stato si sono incontrati nella stanza ovale per discutere delle relazioni fra le due nazioni, che dovrebbero uscire rafforzate alla fine di questa visita. Entrambi non hanno rilasciato dichiarazioni.
Secondo un comunicato diffuso dalla Casa Bianca, Obama e Elbegdorij hanno discusso dei mezzi "per rafforzare la cooperazione diplomatica, economica e in materia di difesa". Gli Stati Uniti sono interessati a mantenere delle buone relazioni con la Mongolia, paese ricco di minerali come per esempio il carbone.
Secondo un comunicato diffuso dalla Casa Bianca, Obama e Elbegdorij hanno discusso dei mezzi "per rafforzare la cooperazione diplomatica, economica e in materia di difesa". Gli Stati Uniti sono interessati a mantenere delle buone relazioni con la Mongolia, paese ricco di minerali come per esempio il carbone.
giovedì 9 giugno 2011
Dalai Lama in visita in Australia
Il Dalai Lama è giunto oggi a Melbourne per una visita di 11 giorni in Australia (l'ottava), in cui terrà conferenze pubbliche e incontrerà leader politici. In programma colloqui con il leader dell'opposizione conservatrice Tony Abbot e dei Verdi Bob Brown, mentre resta improbabile un incontro con la premier laburista Julia Gillard, che come il suo predecessore Kevin Rudd preferisce evitare, secondo gli osservatori, di irritare il regime cinese che lo ha più volte definito ''un pericoloso separatista'' (???!!!!!).
Al suo arrivo in aeroporto proveniente dalla Nuova Zelanda, il Dalai Lama è stato accolto da una folla di sostenitori,molti dei quali indossavano costumi tradizionali tibetani o abiti monacali buddisti. Imponenti le misure di sicurezza. Gli organizzatori della visita informano che il 75enne leader buddista è stato invitato a incontrare coloro che hanno perduto familiari nei disastri naturali, vaste inondazioni e cicloni tropicali, che hanno colpito all'inizio dell'anno il nordest del paese.
Al suo arrivo in aeroporto proveniente dalla Nuova Zelanda, il Dalai Lama è stato accolto da una folla di sostenitori,molti dei quali indossavano costumi tradizionali tibetani o abiti monacali buddisti. Imponenti le misure di sicurezza. Gli organizzatori della visita informano che il 75enne leader buddista è stato invitato a incontrare coloro che hanno perduto familiari nei disastri naturali, vaste inondazioni e cicloni tropicali, che hanno colpito all'inizio dell'anno il nordest del paese.
Iscriviti a:
Post (Atom)