giovedì 15 marzo 2012

Monaco si dà fuoco: è il 28esimo caso in un anno

Ventottesima immolazione in Tibet in circa un anno. Secondo fonti di International Campaign for Tibet, Jamyang Palden, un monaco di circa trent'anni, del monastero di Rongpo, nella provincia cinese del Qinghai, si è dato fuoco ieri nella piazza intitolata a Dolma (la dea buddista della compassione) nei pressi del monastero.


Il monaco, soccorso subito e portato in ospedale, è sopravvissuto, ma le sue condizioni, secondo le informazioni disponibili, sono gravi. Sembra che un tibetano più anziano abbia soccorso per primo il giovane monaco, cercando con le sue stesse mani di spegnere le fiamme ma che le forze di sicurezza cinese,
giunte poco dopo, abbiano preso il giovane e lo abbiano portato in ospedale.


Sfidando la paura e il forte dispiegamento di truppe intervenute sul posto, moltissime persone si sono riunite nel posto dove il monaco si è dato fuoco e hanno cominciato a pregare per lui. Ne è scaturita una protesta pacifica, con molti tibetani che invocavano libertà per il Tibet e il ritorno del Dalai Lama dall'esilio. Il monastero di Rongpo è un antichissimo centro religioso tibetano, molto noto nella zona anche per la sua competenza nel campo della medicina tradizionale.

lunedì 5 marzo 2012

Giovane tibetana di dà fuoco

Una ragazza di 19 anni, Tsering Kyi, studentessa in un liceo, è morta dandosi fuoco in un mercato nella regione di Amdo, nel Tibet orientale, in segno di protesta contro l'occupazione cinese. Lo riferisce il sito Phayul. L'episodio è avvenuto nel pomeriggio di sabato ma si è appreso solo oggi.


Il gesto della giovane donna, che è morta sul posto a causa della gravità delle ustioni, secondo le testimonianze di alcuni presenti, avrebbe anche scatenato degli scontri tra i cinesi e i tibetani
presenti nel mercato.


Nel tentativo di frenare eventuali altre proteste la polizia ha chiuso il mercato e ha sequestrato i cellulari alla gente presente per evitare che diffondessero notizie sull'accaduto, dando ordini precisi di non dare all'esterno notizia di questa ulteriore

lunedì 27 febbraio 2012

Nepal, esplosione a Kathmandu: tre morti

Tre persone sono morte oggi ed altre dieci sono rimaste ferite a Kathmandu per l'esplosione di una potente bomba davanti alla sede della compagnia petrolifera Nepal Oil Corporation (NOC). Lo riferiscono i media nepalesi.

Le forze di sicurezza, intervenute sul posto, hanno isolato la zona nel quartiere di Babarmahal. Il gruppo sconosciuto «Samyukta Jatiya Mukti Morcha» ha rivendicato l'attentato sostenendo che è in segno di protesta per il forte aumento dei prezzi dei generi di prima necessità.

lunedì 20 febbraio 2012

Monaco si dà fuoco e muore in nome del Tibet

Un monaco buddista di 18 anni è morto domenica nel Sichuan dopo essersi dato fuoco per protestare contro il Governo cinese e per chiedere il ritorno del Dalai Lama. Lo ha reso noto un gruppo per i diritti umani. Si tratta della 22esima autoimmolazione registrata dallo scorso anno nel paese. Questi suicidi pubblici cercano di attirare l'attenzione sulla repressione culturale e sociale da parte di Pechino. Lunedì centinaia di tibetani, non curanti delle forze di sicurezza, si sono riuniti per ricordare il giovane religioso deceduto.

venerdì 17 febbraio 2012

Ora Pechino usa l'arma della rieducazione politica

Le autorità cinesi hanno arrestato alcune centinaia di tibetani tornati dall'India dopo aver partecipato ad un raduno religioso presieduto dal Dalai Lama, e li sta sottoponendo ad un periodo di «rieducazione politica». Lo rivela oggi il gruppo umanitario Human Rights Watch.

Negli ultimi undici mesi, almeno 23 tibetani si sono dati fuoco per protesta contro la «repressione» cinese, in maggioranza nelle aree a popolazione tibetana della provincia del Sichuan. Le cosiddette «auto immolazioni» sono state accompagnate da manifestazioni di protesta nelle quali, secondo i gruppi umanitari internazionali, almeno sette tibetani sono stati uccisi dalle forze di sicurezza cinesi.

giovedì 9 febbraio 2012

Non si fermano le proteste in Tibet


Migliaia di tibetani hanno manifestato nell'area di Yushul, nella parte orientale del Tibet, portando bandiere e chiedendo il ritorno del Dalai Lama in concomitanza con la giornata di solidarietà del popolo tibetano proclamata per ieri.


Le manifestazioni si sono tenute sia ieri che oggi, cominciate, secondo quando riferiscono i siti di organizzazioni che si battono per i diritti dei tibetani, da almeno 400 monaci del monastero di
Dzil Kar. I monaci hanno sfilato circondati da un gran numero di militari, che li hanno bloccati su un ponte all'ingresso della città di Dza Toe, fuori dall'abitato.


Ai monaci si sono uni oltre un migliaio di residenti. Nonostante la protesta anticinese, gli slogan contro Pechino a favore del ritorno del Dalai Lama e del Panchen Lama (rapito da bambino dalla
polizia cinese e da allora nascosto da Pechino, che al suo posto ha istallato un'altra persona) e lo sventolio di bandiere tibetane, non è stato operato nessun arresto.