venerdì 17 febbraio 2012

Ora Pechino usa l'arma della rieducazione politica

Le autorità cinesi hanno arrestato alcune centinaia di tibetani tornati dall'India dopo aver partecipato ad un raduno religioso presieduto dal Dalai Lama, e li sta sottoponendo ad un periodo di «rieducazione politica». Lo rivela oggi il gruppo umanitario Human Rights Watch.

Negli ultimi undici mesi, almeno 23 tibetani si sono dati fuoco per protesta contro la «repressione» cinese, in maggioranza nelle aree a popolazione tibetana della provincia del Sichuan. Le cosiddette «auto immolazioni» sono state accompagnate da manifestazioni di protesta nelle quali, secondo i gruppi umanitari internazionali, almeno sette tibetani sono stati uccisi dalle forze di sicurezza cinesi.

giovedì 9 febbraio 2012

Non si fermano le proteste in Tibet


Migliaia di tibetani hanno manifestato nell'area di Yushul, nella parte orientale del Tibet, portando bandiere e chiedendo il ritorno del Dalai Lama in concomitanza con la giornata di solidarietà del popolo tibetano proclamata per ieri.


Le manifestazioni si sono tenute sia ieri che oggi, cominciate, secondo quando riferiscono i siti di organizzazioni che si battono per i diritti dei tibetani, da almeno 400 monaci del monastero di
Dzil Kar. I monaci hanno sfilato circondati da un gran numero di militari, che li hanno bloccati su un ponte all'ingresso della città di Dza Toe, fuori dall'abitato.


Ai monaci si sono uni oltre un migliaio di residenti. Nonostante la protesta anticinese, gli slogan contro Pechino a favore del ritorno del Dalai Lama e del Panchen Lama (rapito da bambino dalla
polizia cinese e da allora nascosto da Pechino, che al suo posto ha istallato un'altra persona) e lo sventolio di bandiere tibetane, non è stato operato nessun arresto.

domenica 5 febbraio 2012

Continua la protesta tibetana in nome del Dalai Lama

Continua la protesta dei tibetani contro l'occupazione cinese e per chiedere il ritorno del Dalai Lama in patria. Tre persone si sono date fuoco ieri nella provincia cinese del Sichuan, uno di loro è morto mentre gli altri due versano in gravi condizioni. Lo hanno riferito l'Associazione Free Tibet e Radio Free Asia, emittente con base negli Stati Uniti. Negli ultimi dieci mesi si contano almeno quindici casi di immolazione nelle aree a popolazione tibetana della Cina. La maggior parte di essi riguardano monaci e monache buddhisti

martedì 31 gennaio 2012

Nepal. LA lunga marcia degli omosessuali

Gli ultimi dieci anni hanno trasformato uno dei paesi più arretrati in tema di diritti, segnato da un’antica e profonda povertà, in un luogo dove i gay, le lesbiche e i transessuali godono di sempre maggiori libertà e garanzie.


I progressi sono stati guidati dai cambiamenti politici e sociali di questi anni: la caduta della monarchia; una sentenza della Corte Suprema che chiedeva al governo di assicurare pari diritti agli omosessuali; l’introduzione del “terzo genere”; l’emergere di un movimento gay che il Nepal condivide con altri paesi asiatici, come la Cina e l’India, ma che in Nepal mostra una particolare forza e capacità di organizzazione.

L’avanzata dei gay e delle lesbiche nepalesi si spiega però anche con le tradizioni più antiche di un paese profondamente segnato dall’induismo, una religione le cui divinità presentano diverse e mutevoli identità sessuali e di genere.

http://retedue.rsi.ch/home/networks/retedue/laser/2012/01/05/omosessuali-nepal.html#Audio



Il reportage - che include un’intervista a Sunil Babu Pant, deputato e fondatore del movimento omosessuale nepalese - segue le storie di un gruppo di gay e transessuali di Kathmandu, raccontandone idee, sentimenti, timori, speranze di vita futura.







venerdì 27 gennaio 2012

Tre tibetani uccisi dalla polizia cinese

Continuano le violenze nel Sichuan, nel sud-ovest della Cina. Un manifestante tibetano, il terzo, è stato ucciso dalle forze di sicurezza cinesi. Lo hanno affermato due associazioni per la difesa dei diritti dei tibetani. La regione è dal 2008 teatro di scontri. Da mesi inoltre le proteste contro Pechino per la sua ingerenza nella cultura e società tibetana hanno portato all'immolazione di diversi monaci.