domenica 18 settembre 2011

Almeno 7 morti in Nepal e Sikkim per il terremoto

E' di almeno sette morti -cinque in Nepal e due in India - il bilancio provvisorio della^violenta scossa di terremoto di magnitudo 6,8 gradi sulla scala Richter che ha colpito alle 18:11 (14:41 italiane) lo Stato
indiano settentrionale del Sikkim e i vicini Nepal e Bhutan. Lo hanno reso noto le Protezioni civili nepalese ed indiana. La prima scossa, con epicentro a 64 chilometri dalla citta'indiana di Gangtok, nel Sikkim, e' stata seguita da due repliche^all'incirca nella stessa zona di 4,8 e 4,6 gradi Richter. Il terremoto e' stato avvertito nettamente in una vasta regione dell'India settentrionale, compresa la capitale del West Bengala, Kolkata, e parzialmente a New Delhi. Il governo indiano ha convocato una riunione di emergenza della Authority che supervisiona i disastri, assicurando ogni possibile aiuto alle autorita' del Sikkim, dove molte strade sono bloccate da frane e le comunicazioni telefoniche sono interrotte. Intanto da Kathmandu arrivano notizie di crolli parziali di vecchie strutture e di cinque vittime (tre nella valle della capitale e due a Dharan). Infine i media indiani riferiscno che sono almeno cinque le vittime del sisma nel Sikkim.

Terremoto in Sikkim

Una scossa di terremoto di magnitudo 6,8 si è verificata nella regione di Sikkim, in India. Lo riferisce il
sito dell'istituto geosismico statunitense (Usgs). Non si hanno al momento notizie di danni o feriti. L'epicentro, riferisce l'Istituto, è stato localizzato a 64 chilometri a nordovest di Gangtok, nello stato del Sikkim e ad una
profondità di 10 chilometri. Lo stato del Sikkim, uno dei più piccoli dell'India, al confine con il Nepal, ha una popolazione di più di 550mila abitanti. È conosciuto per i bellissimi panorami sulle montagne dell'Himalaya.

martedì 13 settembre 2011

Himalaya: convegno sulle montagne

Un gruppo di 150 esperti ha messo a punto una dichiarazione di principio sulla "green economy" e sullo sviluppo sostenibile delle montagne in un convegno che si è concluso a Kathmandu, in Nepal, e che è stato organizzato dall'International Centre for Integrated Mountain Development, un centro di ricerca formato dagli otto Paesi della catena montagnosa dell'Hindu Kush-Himalaya.

Alla conferenza ha partecipato il comitato EvK2Cnr, associazione che da più di vent'anni è presente in Himalaya con attività di ricerca scientifica. La dichiarazione di Kathmandu diventerà la base di discussioni per i prossimi appuntamenti internazionali sullo sviluppo sostenibile fino alla Conferenza RIO+20 che si terrà nel giugno 2012.

Le conclusioni della conferenza saranno presentate all'incontro del 10-12 ottobre della World Mountain Conference di Lucerna e poi in occasione del Cop 17 a Durban, in Sudafrica.

lunedì 5 settembre 2011

Governo nepalese: posti chiave a maoisti

Il maoista Baburam BhattaraiI, neo primo ministro nepalese, ha nominato 13 ministri nel suo Governo formato da una coalizione con un fronte di partiti regionali dell'etnia "madhesi" del sud del paese himalayano. L'Esecutivo, come riferito da media locali, sarà completato nei prossimi giorni.


I maoisti, la principale forza in Parlamento, si sono riservati sei ministeri, tra cui quello degli esteri, occupato dal vicepresidente del partito degli ex guerriglieri, Narayan Kaji Shrestha, detto «Prakash», e quello delle finanze, andato a Barshaman Pun, considerato uno stretto collaboratore del leader Prachanda.


Gli altri otto membri del governo, tra cui il ministro degli interni, Bijaya Gachhadar, che aveva già giurato il 26 agosto insieme al premier, appartengono ai "madhesi". Il 57enne Bhattarai, un intellettuale che si è formato in India, si trova tuttavia a dover affrontare una spaccatura interna al suo gruppo che potrebbe vanificare la sua ambizione di concludere il processo di pace nei prossimi sei mesi.


Una fazione radicale ha infatti ritirato l'appoggio al Governo dopo la decisione presa la scorsa settimana (leggi sotto) dal partito maoista di consegnare a un comitato interpartitico le chiavi dei depositi di armi dell'Esercito del popolo di liberazione utilizzate nel conflitto contro la monarchia terminato nel 2006.

venerdì 2 settembre 2011

Nepal: i maoisti consegnano le armi

I vertici del Partito comunista unificato del Nepal di tendenza maoista (Ucpn-M), che da qualche giorno guidano il nuovo Governo nepalese, hanno deciso di consegnare ad uno speciale Comitato interpartitico le armi, utilizzate durante il conflitto interno terminato nel 2006, depositate in sette aree del paese.


La decisione, che ha creato non pochi malumori fra gli esponenti più radicali (Mohan Baidya) dell'Ucpn-M, è stata accolta con favore dagli esponenti degli altri partiti e dall'ambasciata statunitense a Kathmandu.

La consegna delle armi era considerata una tappa essenziale per portare a termine il processo di pace e riconciliazione nazionale, che prevede anche il reinserimento, nelle forze di sicurezza o nella società, di 19.000 ex combattenti appartenenti all'Esercito di liberazione del popolo (Pla), braccio armato dei maoisti creato nel 2001.

giovedì 1 settembre 2011

Tibet: il rinoceronte lanoso riscrive la storia?










Il gelido altopiano del Tibet potrebbe essere stato una culla dell'evoluzione per i 'giganti' dell'Era Glaciale. Lo sostiene uno studio, pubblicato su Science e coordinato da Tao Deng dell'Accademia delle Scienze Cinese, che descrive il fossile di un rinoceronte lanoso, scoperto ai piedi dell'Himalaya, che mostra chiari adattamenti a un clima freddo e dalle nevi perenni gia' prima dell'inizio dell'Era Glaciale del Pleistocene (compreso fra 2,6 milioni di anni fa e 11'700 anni fa).


Finora si pensava che i 'megaerbivori' del Pleistocene si fossero evoluti gradualmente, in Nord America ed Eurasia, e adattati al gelo dell'Era Glaciale da antenati che meno tolleravano il freddo. Ma il fossile del rinoceronte lanoso, chiamato Coelodonta thibetana, dimostra che probabilmente non è andata cosi'.


Secondo quindi lo studio potrebbe esserci stato uno scenario alternativo: i rigidi inverni dell'altopiano tibetano potrebbero essere stati il teatro dove la megafauna del Peistocene mosse i primi passi nel freddo e l'altopiano tibetano potrebbe essere stato una culla evolutiva dei 'giganti' dell'Era Glaciale.

mercoledì 31 agosto 2011

Carcere per monaci: Cina (giustamente) criticata

Stati Uniti e difensori dei diritti umani hanno criticato Pechino per le pesanti pene inflitte a tre monaci buddisti tibetani, i quali avrebbero aiutato un altro monaco a immolarsi durante le contestazioni anticinesi nel monastero di Kirti lo scorso marzo. I tre sono stati condannati dai 10 ai 13 anni di carcere. Washington ha in particolare espresso preoccupazione, affermando che la Cina dovrebbe concentrarsi nel proteggere l'identità linguistica, culturale e religiosa del Tibet.