venerdì 24 giugno 2011

In Nepal un progetto per Lumbini con i soldi cinesi

Una fondazione cinese e il governo nepalese stanno progettando di trasformare il villaggio natale del Buddha,
nel Nepal meridionale, in un santuario per i buddhisti di tutto il mondo paragonabile alla Mecca per i musulmani o al Vaticano per i cattolici. Lo ha affermato Xiao Wunan, vicepresidente della Asia Pacific Exchange and Cooperation Foundation, il cui piano prevede di raccogliere in Cina e all'estero tre miliardi di dollari per costruire a Lumbini, 170 km a sud della capitale Kathmandu, un aeroporto internazionale, un' autostrada, alberghi, ristoranti e un'Università buddhista. Si ritiene che il principe Siddharta Gautama, diventato poi il  Buddha, sia nato 2600 anni fa in questo villaggio nei pressi della  frontiera con l' India. Xiao ha negato che ci siano motivi politici dietro all'iniziativa, come sostenuto da alcuni commentatori indiani, che temono «l'accerchiamento» da parte di alleati della Cina. Il Nepal - che continua a trovarsi in una situazione politica instabile nella quale hanno un grande peso i maoisti, che sono il principale partito del Parlamento - è uno di questi. Pechino intrattiene buone relazioni con altri Paesi vicini all'India, come lo Sri Lanka, il Bangladesh e la Birmania, che non vedono di buon occhio l'emergere dell'India come potenza dominante della regione. Al contrario, ha affermato l' esponente cinese, la Fondazione ha proposto a New Delhi di collaborare per sviluppare Bodh Gaya, il paese dell'India orientale nel quale si ritiene che il principe Siddharta abbia avuto «l'illuminazione» trasformandosi nel Buddha, e Kushinagar, dove è morto. In Cina il buddhismo, come le altre principali religioni, ha conosciuto un momento difficile negli anni della Rivoluzione Culturale (che ufficialmente si è conclusa nel 1976) ma negli ultimi dieci anni, con la relativa liberalizzazione della Cina, ha avuto un revival straordinario. Oggi si ritiene che i seguaci cinesi del Buddha siano circa 500milioni.  La Costituzione cinese garantisce la libertà di religione ma il governo esercita uno stretto controllo sulle gerarchie religiose attraverso l' Ufficio per gli affari religiosi, che si riserva l' ultima parola in tutte le questioni che riguardano le religioni, inclusa la scelta delle reincarnazioni dei «grandi lama» buddhisti.
Per quanto riguarda il buddhismo, Pechino teme soprattutto il Dalai Lama, il leader tibetano in esilio che chiede una «vera» autonomia per il Tibet e che ha mantenuto una forte influenza sui buddhisti tibetani e su buona parte di quelli cinesi. Dopo l'India, il Nepal è il Paese che ospita il maggior numero di profughi tibetani. La Campagna Internazionale per il Tibet, un gruppo fedele al Dalai Lama, ha accusato il governo di Kathmandu di aver ceduto alle pressioni cinesi limitando la libertà di movimento dei tibetani in Nepal mettendo a rischio «la legalità e le istituzioni democratiche» del Paese.

venerdì 17 giugno 2011

Obama incontra il presidente della Mongolia

Barack Obama ha accolto ieri a Washington il suo omologo, il presidente mongolo Tsakhia Elbegdorij. I due capi di Stato si sono incontrati nella stanza ovale per discutere delle relazioni fra le due nazioni, che dovrebbero uscire rafforzate alla fine di questa visita. Entrambi non hanno rilasciato dichiarazioni.

Secondo un comunicato diffuso dalla Casa Bianca, Obama e Elbegdorij hanno discusso dei mezzi "per rafforzare la cooperazione diplomatica, economica e in materia di difesa". Gli Stati Uniti sono interessati a mantenere delle buone relazioni con la Mongolia, paese ricco di minerali come per esempio il carbone.

giovedì 9 giugno 2011

Dalai Lama in visita in Australia

Il Dalai Lama è giunto oggi a Melbourne per una visita di 11 giorni in Australia (l'ottava), in cui terrà conferenze pubbliche e incontrerà leader politici. In programma colloqui con il leader dell'opposizione conservatrice Tony Abbot e dei Verdi Bob Brown, mentre resta improbabile un incontro con la premier laburista Julia Gillard, che come il suo predecessore Kevin Rudd preferisce evitare, secondo gli osservatori, di irritare il regime cinese che lo ha più volte definito ''un pericoloso separatista'' (???!!!!!).

Al suo arrivo in aeroporto proveniente dalla Nuova Zelanda, il Dalai Lama è stato accolto da una folla di sostenitori,molti dei quali indossavano costumi tradizionali tibetani o abiti monacali buddisti. Imponenti le misure di sicurezza. Gli organizzatori della visita informano che il 75enne leader buddista è stato invitato a incontrare coloro che hanno perduto familiari nei disastri naturali, vaste inondazioni e cicloni tropicali, che hanno colpito all'inizio dell'anno il nordest del paese.

venerdì 27 maggio 2011

Anche la Mongolia interna non vuole i cinesi

Continuano le proteste nella Mongolia interna dove da ormai diversi giorni centinaia di persone, in gran parte studenti, stanno scendendo per le strade in difesa dei propri diritti.

Sul sito del Southern Mongolian Human Rights Information Centre, un'organizzazione che si batte per i diritti della minoranza mongola, si riporta di nuove violente proteste avvenute ieri e oggi.
Ieri in particolare migliaia di persone sono scese in strada in due città della zona di Xilin-Gol innalzando cartelli con su scritto "difendiamo i diritti dei mongoli" e "difendiamo la nostra terra".

La minoranza mongola chiede che le autorità cinesi rispettino i cittadini di etnia mongola ed il loro diritto di conservare il loro tradizionale stile di vita. Secondo l'organizzazione, gli studenti
avrebbero deciso di continuare le proteste anche nei prossimi giorni, fino almeno al prossimo 2 giugno. Lunedì prossimo dovrebbe tenersi una manifestazione più massiccia nella capitale regionale, Hohhot.

I primi scontri si sono verificati a seguito della morte di un allevatore, una quindicina di giorni fa, investito e trascinato per 150 metri da un autotrasportatore di etnia Han, maggioritaria in
Cina. Pochi giorni dopo di lui un altro allevatore morì in seguito a degli scontri con dei minatori locali.Secondo i media di stato, le autorità locali avrebbero promesso ai manifestanti di occuparsi quanto prima delle loro richieste e di punire i responsabili delle due morti.

La Mongolia interna è una delle regioni tra le maggiori produttrici di carbone, tanto che la Cina intende aprire qui diverse nuove miniere. Questi piani hanno fatto sorgere nella popolazione
locale di etnia mongola la preoccupazione di un nuovo e sempre maggiore influsso nella zona della maggioranza han, che conta già circa il 90% della popolazione totale della Cina. Circa 4 milioni di mongoli vivono in Cina, la maggior parte proprio nella Mongolia Interna, dove attualmente rappresentano circa il 20% della popolazione complessiva che ammonta a circa 20 milioni di persone.

Nepal: corsa contro il tempo per Costituzione

Una riunione di emergenza dei vertici dei tre principali partiti del Nepal è in corso oggi a Kathmandu per scongiurare una grave crisi che potrebbe essere prodotta dalla scadenza domani del mandato assegnato all'Assemblea costituente di redigere una nuova Costituzione, obiettivo ormai impossibile da raggiungere.

Delegazioni del partito maoista Ucpn, del Congresso nepalese e del Cpn-Uml sono riunite nel ministero della Pace con l'obiettivo di estendere i lavori della Costituente di almeno un anno.

Le principali resistenze a questo progetto vengono dal partito del Congresso nepalese che condiziona il suo appoggio alla consegna da parte delle milizie maoiste delle loro armi al governo. Ma i vertici del partito maoista Ucpn hanno replicato che affinché questo possa avvenire deve essere avviato il previsto processo di integrazione.

mercoledì 25 maggio 2011

Maoisti indiani uccidono 9 agenti

I maoisti indiani hanno ucciso oggi nove agenti di polizia, tra cui un ispettore, nello stato orientale del Chhattisgarh. Lo riferisce l'agenzia Pti. L'attacco è avvenuto in un remoto distretto confinante con il vicino Orissa, in un'area che fa parte del cosiddetto «corridoio roso» controllato dai «naxaliti», come vengono chiamati i maoisti indiani, che si estende dal Nepal fino all'India centrale. Un veicolo con a bordo una pattuglia, che stava perlustrando la zona in seguito a una segnalazione di movimenti sospetti, è saltato
su una mina azionata a distanza dai guerriglieri.